#
ItalianoEnglish

Ricerca

Carrara & Pietrasanta

Passando da Michelangelo Buonarroti

Carrara: il Marmo

 

Carrara è famosa in tutto il mondo per le cave del più bel marmo bianco o blu-grigio,  estratto dalle vicine Alpi Apuane. 

L’attuale città si formò dal borgo costruito per ospitare gli operai delle cave create dai Romani.

Loro svilupparono l'attività estrattiva vera e propria e, a partire dall'epoca di Giulio Cesare (48-44 a.C.), Carrara riforniva di blocchi di marmo bianco le maggiori costruzioni pubbliche di Roma e numerose dimore patrizie. L'esportazione avveniva tramite il porto di Luni, per cui veniva detto marmo lunense.

Dal V secolo l'attività estrattiva subì un periodo di stasi a seguito delle invasioni barbariche. Poi, con la maggiore diffusione del Cristianesimo, il marmo fu richiesto in grandi quantità per la costruzione di edifici religiosi e per il loro arredo interno.

Sarà però il Rinascimento a consacrare universalmente la fama dei bianchi marmi carraresi e principalmente grazie all'intelligente promozione fattane da Alberico Cybo-Malaspina, principe di Carrara e duca di Massa, che con il suo prestigio personale, il suo mecenatismo e i suoi rapporti con i principali cenacoli culturali del Rinascimento, fece arrivare a Carrara i più importanti artisti dell'epoca, sancendo la definitiva consacrazione dei marmi apuani nell’arte e nell’architettura europee.

Infatti fu Michelangelo Buonarroti a utilizzare questo marmo per le sue sculture, l’artista veniva qui a scegliere personalmente i blocchi con cui realizzare le proprie opere.

Tra i monumenti della città si ricordano il Duomo ed il Palazzo Ducale, ora sede dell'Accademia di Belle Arti.

Da notare che Carrara è stata un vero e proprio capoluogo del pensiero anarchico italiano ed internazionale.

La città di Carrara il 12 gennaio 2007 è stata insignita della medaglia d'oro al merito civile per il contributo dato, tra il 1943 e il 1945, alla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.

Dai punti di vista geografico e culturale, è da sempre inserita nella ricchissima complessità del comprensorio detto della Lunigiana Storica.

Visita agli studi di scultura e laboratori del Marmo più prestigiosi del mondo, dove ancora oggi artisti di rilievo e fama internazionale lavorano per realizzare le loro opere.

 

Le Cave di Marmo

Le cave sono luoghi dove da molti secoli avviene l'escavazione  e la lavorazione del marmo. Possono essere di due tipi: chiuse e a cielo aperto.

La modalità  con cui viene prelevato il marmo, la profondità di prospettiva delle pareti bianche, gli ampi spazi, la precisione simmetrica dei gradoni, i piani di lavorazione sembrano gradinate di anfiteatri.

L'estrazione del marmo in cava è stato un continuo divenire di documenti vivi e drammatici attraverso i secoli, dai primitivi cunei di legno, al sistema della tagliata dei romani, al rivoluzionario filo elicoidale, all'attuale filo diamantato, tanto veloce quanto pericoloso.

Tra gli anfratti delle cave e i candidi e scoscesi ravaneti sono conservate le  fatiche  e i sacrifici dei cavatori che, con tenacia e capacità, continuano ancora oggi a lavorare su queste montagne tagliandole, frantumandole e  trasformandole in piccoli blocchi per inviarli nel mondo.

L’escavazione e lavorazione del marmo è un’operazione altamente specializzata che, solo in epoca recente, ha subito trasformazioni significative.

Le tecniche estrattive e di lavorazione rimasero  pressoché inalterate anche dopo la scoperta della polvere da sparo, il cui impiego si rivelò più dannoso che utile.

Solo in seguito, con l’utilizzo delle mine tutt’ora usate, si poté distaccare una grande quantità senza danneggiare il prodotto stesso.

La vera e grande rivoluzione nella tecnica estrattiva avvenne alla fine del 1800 con le invenzioni del filo elicoidale e della puleggia penetrante, un disco d’acciaio che scorrendo su un apposito strumento a cremagliera penetra nel marmo e contemporaneamente trascina nella scanalatura il filo elicoidale che provoca il taglio del blocco.

Visita  alle cave più spettacolari, paesaggi mozzafiato, interni straordinari per la loro bellezza e unicità, dove tutt’oggi si estrae il marmo più pregiato al mondo. Proprio per queste caratteristiche nel 2008 sono state girate alcune scene del film “Agente 007 - Quantum of Solace”.

 

565978908929489152_434581725

Massa: la Signoria dei Malaspina

La città di Massa deve molto probabilmente l'origine del suo nome al periodo medievale e dovrebbe significare "fattoria, proprietà fondiaria".

L'insediamento primitivo - che pare si chiamasse Massa Lunense - sembra si sia sviluppato in seguito alla decadenza della vicina Luni, dalla cui sede vescovile dipendeva. Successivamente si identificò come Massa del Marchese, per essere stata a lungo sotto la Signoria dei Marchesi Malaspina, quindi Massa Cybea, dal nome della casata genovese che successe ai Malaspina; nell'800, dopo l'annessione al Ducato di Modena, venne indicata come Massa Ducale.

L'opera di fortificazione del colle su cui sorge oggi il castello ebbe inizio attorno all'anno Mille, sotto il governo degli Obertenghi che possedevano numerosi domini in Corsica e in Sardegna.

A partire dagli inizi del 1200 Massa fu spesso oggetto di aspre contese per il predominio della città, il castello passò dal dominio pisano a quello dei fiorentini, per passare poi alla Repubblica di Lucca, in un susseguirsi di passaggi di dominio finché, nel 1442, Alberico I Malaspina , marchese di Fosdinovo, dette inizio alla dinastia familiare che governò il Marchesato. La figlia Ricciarda gli successe nel 1519 che, convolando a nozze col nobile genovese Lorenzo Cybo, unì il casato dei Malaspina con quello dell'illustre famiglia ligure - molto nota presso la Curia romana - aveva dato i natali a Papa Innocenzo VIII (il protettore di Cristoforo Colombo). Questo matrimonio sancì l'inizio di un'importante discendenza che ben presto diede i suoi frutti, grazie al figlio Alberico Cybo, che nel 1553 ereditò il Marchesato, rivelandosi il vero innovatore della piccola corte massese. Grazie al suo talento creativo e alle sue eccellenti capacità politiche, Alberico Cybo seppe dare un notevole impulso alla città, sia sotto il profilo amministrativo che sotto quello economico, donandole lustro e fama. Nel 1568 l'Imperatore Massimiliano II conferì ad Alberico Cybo la nomina di principe del Sacro Romano Impero e dopo circa mezzo secolo l'Imperatore Ferdinando II innalzò Massa al rango di Città.

ll grande Alberico morì nel 1623, all'età di 94 anni, lasciando il trono al nipote Carlo I, dopodiché il principato passò al figlio Alberico II e quindi, nel 1690,a Carlo II.

A lui, ma forse soprattutto all'iniziativa della consorte, la nobile romana Teresa Pamphili, si deve la definitiva sistemazione del Palazzo in cui spiccano il Grottesco con la monumentale fontana del " Nettuno ", la Cappella, affrescata da Natale Pellegrini, e la splendida alcova, opere tutte del prediletto architetto Bergamini.

Pietrasanta: arte antica e moderna

Pietrasanta capoluogo della Versilia storica è un piccolo comune della provincia di Lucca.

Anche Pietrasanta è un centro per la lavorazione del marmo e del bronzo d'importanza internazionale, crocevia e residenza di scultori provenienti da tutto il mondo.

Grazie a un centro storico ricco di monumenti e ben curato, il paese ha con il tempo preso il volto di un vera e propria città d'arte, con numerose gallerie e grandi mostre e manifestazioni stagionali sulla Piazza del Duomo e nella Chiesa di Sant’Agostino.

Grandi artisti scultori come Fernando Botero, Igor Mitoraj, Giò Pomodoro ne hanno fatto la loro dimora permanente.

Pietrasanta offre anche un’ottima  scelta di ristorantini particolari dove poter apprezzare la cucina locale e di vari negozi  molto qualificati per lo shopping.