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Cinque Terre

Patrimonio dell’UNESCO

Le Cinque Terre sono un frastagliato tratto di costa della riviera ligure di levante situato nel territorio della provincia di La Spezia, nel quale si trovano cinque borghi o, come si diceva anticamente, terre:

Cinque Terre: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore

L'opera dell'uomo, nei secoli, ha modellato il territorio senza alterarne i delicati equilibri ecologici, ma esaltandone la bellezza; la necessità di terrazzare i declivi, dovuta alla particolare tecnica agricola tesa a sfruttare per quanto possibile i terreni posti in forte pendenza che degrada verso il mare, ne ha fatto così uno dei più caratteristici e affascinanti paesaggi della Liguria.

Le prime testimonianze della presenza umana nelle Cinque Terre e nelle zone limitrofe risalgono al Paleolitico. Altri segni della presenza dell'uomo in età antiche sono i menhir, ritrovati nella zona di Campiglia Tramonti.

Nessun reperto materiale o prova documentale è giunta fino a noi,ma l'origine latina di alcuni toponimi come Manarola ("Manium arula", piccola ara dei Mani), Corniglia (fondo di Cornelio), Riomaggiore ("Rivus maior") e Monterosso ("Mons ruber") - fa pensare che l'antico tracciato viario preistorico litoraneo fosse utilizzato dai romani e che vi abbiano fatto sorgere piccoli centri di posta dei cavalli.

I borghi delle Cinque Terre hanno avuto origine, nella struttura attuale, nell'XI secolo, quando le popolazioni della Val di Vara andarono ad abitare permanentemente sul litorale marino, formando i cinque paesi. Il documento più antico che ricordi le Cinque Terre risale al marzo 1056, rogato a Monterosso.

La ragione di tale fenomeno migratorio della gente del Vara verso la costa è legata a due eventi storici comuni a tutta l'Europa occidentale: l'incremento demografico e la liberazione del Mediterraneo dalla minaccia saracena. Lungo la costa si godeva di un clima migliore, più adatto alla coltivazione di alcuni prodotti come la vite e l'ulivo. I paesi delle Cinque Terre non nacquero quindi come borghi marinari ma bensì come borghi agricoli, costretti a bonificare quindi un territorio che non era naturalmente adatto alla pratica agricola: nacque così il terrazzamento dei fianchi dei monti.

Naturalmente, dopo un po' di tempo gli abitanti presero confidenza con l'elemento marino, come via di comunicazione più comoda e veloce e risorsa di sostentamento, dividendo quindi le loro attività tra il lavoro nelle campagne e l'andar per mare a seconda delle necessità e delle stagioni.

Portovenere e Isole

Patrimonio dell’UNESCO

Le origini di Porto Venere sono documentate a partire dal II sec. d.c. quando in un antico itinerario nautico "Portus Veneris" è indicato quale stazione navale per le rotte romane della Gallia e della Spagna. L'insediamento nel promontorio è però sicuramente antecedente a questa data, e prende il nome da un tempio eretto in onore di Venere Ericina, costruito sull'attuale promontorio di San Pietro.

A partire dal 1113 divenne "avamposto militare di Genova nel Tirreno".

Furono proprio i Genovesi a costruire il borgo fortificato così come lo vediamo ancora oggi. Dall'epoca medievale il destino di Porto Venere fu quindi legato alla grande repubblica marinara, soprattutto durante la lunga guerra tra Genova e Pisa.
Nel corso del tempo Porto Venere perse la sua "invulnerabilità" di borgo militare, ma continuò ad essere un importante porto negli itinerari della navigazione commerciale.

Porto Venere si offre oggi  nelle sue forme pressoché immutate nel corso di 8 secoli.

Proprio di fronte a Portovenere, disposte da nord a sud, si trovano le isole Palmaria (divisa dalla terraferma solo da uno stretto braccio di mare), del Tino e del Tinetto. Dalla Palmaria proviene la pietra grigia (il “marmo portoro”) con la quale sono state costruite le chiese, le case e le fortificazioni di Porto Venere; tutt’ora ben visibili i segni del massiccio prelievo di materiale dalle cave. In quest’isola si aprono due grotte: a livello mare la grotta Azzurra e, più in alto, la grotta dei Colombi, ove si sono rinvenute tracce di insediamenti del Mesolitico.

In prossimità dell'antica cinta muraria si trova il punto di arrivo del famoso sentiero n. 1 che collega Porto Venere alle "Cinque Terre": il sentiero  si snoda a mezza costa lungo le pendici del Muzzerone e della Castellana. Recentemente è stata aperta una deviazione "Il sentiero dell'infinito" che attraversa antiche cave di marmo portoro e passa nelle vicinanze del Cimitero a strapiombo sul mare.