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Lunigiana & Via Francigena

Pontremoli – Fivizzano – Fosdinovo

Dalla Preistoria, ai Celti-Liguri, passando dalla via Francigena

Pontremoli offre la possibilità di un viaggio suggestivo nel tempo alla scoperta di antiche testimonianze scolpite nelle pietre.

Le statue stele, recuperate nel territorio di Lunigiana storica, sono ancora oggetti misteriosi e quelle più recenti risalgono all'età del ferro, ottavo-sesto secolo a.C.

Il loro vero significato e funzione rimangono ancora un mistero affascinante.

La Via Francigena

La Via Francigena si sviluppò nel corso dei secoli dall’unione di differenti porzioni delle strade dei Romani a causa della nuova situazione politica e militare che si presentò nel VI-VII secolo. Nella prima parte delVI secolo i Bizantini occuparono la penisola Italica scacciando gli Ostrogoti. Successivamente con l’avanzata dei Longobardi, i Bizantinieressero molte fortificazioni nei punti di passaggio cruciali e  chiusero molti passaggi dell’Appennino che connettevano la Toscana con la pianura del Po. Solamente il passo della Cisa, quindi, permetteva ai Longobardi la connessione tra Pavia e il ducato di Tucsia.

La Via Francigena veniva anticamente chiamata Via Francesca o Romea,era parte di un fascio di vie, un sistema viario con molte alternative che conduceva alle tre principali mete religiose cristiane dell'epoca medievale: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Tali varianti trovano unitarietà e ufficialità nel diario di viaggio di Sigerico, il vescovo, che nel X sec. andò come pellegrino  da Canterbury a Roma percorrendo 1.600 chilometri. Sigerico nell'itinerario originale, attraversò trentaquattro città: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Châlons-sur-Marne, Bar-sur-Aube, Besançon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhià, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza, (deviazione per Parma), Fornovo di Taro, Pontremoli, Aulla, Luni, Massa, Lucca, Porcari, Altopascio, Fucecchio, San Genesio, San Gimignano, Colle di Val d'Elsa, Siena, San Quirico d'Orcia, Bolsena, Viterbo, Sutri, Campagnano, Roma.

Il diario di Sigerico rappresenta una delle testimonianze più significative di questa rete di vie di comunicazione europea in epoca medioevale, ma non esaurisce le molteplici alternative che giunsero a definire una fitta ragnatela di collegamenti che il pellegrino percorreva a seconda della stagione, della situazione politica dei territori attraversati, delle credenze religiose legate alle reliquie dei santi.

La presenza di questi percorsi, con la grande quantità di persone provenienti da culture anche molto diverse tra loro, ha permesso un eccezionale passaggio di segni, emblemi, culture e linguaggi dell'Occidente Cristiano. Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio le memorie di questo passaggio continuo.